Megapixel e profondità di bit

Megapixel, risoluzione e profondità di bit

Mi dispiace averti ingannato nel titolo, in realtà non parlerò di 3 cose in questo articolo, ma solo di due perché i megapixel sono una misura della risoluzione di un’immagine (quindi parlare di megapixel o risoluzione è quasi dire la stessa cosa!).

Spero di aver già chiarito un grosso punto!

Cominciamo!

 

Quando pensiamo di comprare una nuova fotocamera (o qualsiasi altro aggeggio elettronico capace di fare, tra le altre cose, anche foto), la prima cosa che pensiamo per valutare se è buona o no è affidarci ai megapixel.

Sicuramente, per certi aspetti, sono una caratteristica importante del sensore, ma non è per niente così indispensabile avere mille mila megapixel per ottenere un’immagine di qualità o semplicemente una bella foto.

 

Poi, dato che ci sono, volevo spiegare un’altra caratteristica dei sensori digitali, cioè la profondità di bit, che riguarda il colore, forse meno conosciuta ma è comunque importante per la riuscita delle nostre immagini.

 

RISOLUZIONE E MEGAPIXEL

La risoluzione è il termine che si usa per indicare le dimensioni di un’immagine digitale.

Questa immagine è formata da tanti piccoli puntini chiamati pixel. Li puoi vedere anche sullo schermo del computer o del cellulare se ingrandisci.

 

Infondo, qualsiasi cosa è formata da costituenti più piccoli.

I pixel sono un po’ come gli atomi di un’immagine.

 

Per cui, per indicare quanto è grande l’immagine registrata del sensore della fotocamera, ossia la risoluzione, si utilizza come unità di misura il megapixel.

 

1 megapixel = 1 milione di pixel

 

Ecco tutto!

Una fotocamera da 10 MP registra un’immagine formata da 10 milioni di pixel. Ne troveremo 3872 sul lato lungo e 2592 sul lato corto. Quel numerino “10” indica anche l’area totale dell’immagine. Moltiplichiamo:

3872 x 2592 = 10 036 224 (più di 10 milioni di pixel che è la risoluzione effettiva!)

 

Quindi, quel numero che tanto amano venderti i negozi indica la risoluzione, ossia la grandezza massima dell’immagine registrata dal sensore espressa in milioni di pixel che sono i mattoncini di cui è fatta l’immagine (leggi tutto d’un fiato ahahah).

 

COSA IMPLICA UNA RISOLUZIONE PIU’ ALTA?

Lo so che ti piace avere una reflex o un cellulare con tanti megapixel, ma più questi aumentano, più aumenta il prezzo dell’aggeggio elettronico.

Per cui voglio spiegarti le implicazioni di un aumento di risoluzione, così che tu possa scegliere in maniera consapevole.

 

1) Più è alta la risoluzione della fotocamera, più saranno grandi le dimensioni di stampa dell’immagine. Pensa che per stampare una foto in formato A4 alla massima qualità bastano 8 MP! (spiegherò meglio la risoluzione di stampa in un articolo successivo);

2) Una fotocamera con tanti megapixel ti consente di scattare una foto e poi effettuare un grosso ritaglio senza perderne la qualità, proprio perché è formata da tanti puntini. Mi capita spesso di scattare con ottiche fisse e poi tagliare molto l’immagine per concentrare l’attenzione su un piccolo dettaglio.

3) La risoluzione indica sostanzialmente la nitidezza dell’immagine.

 

Voglio spendere due parole per quanto riguarda la nitidezza.

Non serve avere tanti megapixel per avere un’immagine nitida, soprattutto se non sei solito tagliare grossi pezzi di immagine. 5-6 vanno più che bene e ciò è dimostrato dal fatto che spesso le foto fatte col cellulare vengono bene quante quelle fatte con fotocamere professionali.

Questo perché devi considerare che un’immagine ad alta risoluzione necessita di uno schermo abbastanza grande e con una risoluzione altrettanto elevata per essere visualizzata nel pieno della sua magnificenza. Un po’ come ho spiegato prima per la stampa.

 

PROFONDITA’ DI BIT

Ho già accennato prima che questa  caratteristica del sensore si riferisce ai colori e per questo risulta molto utile anche in post-produzione. Ho aggiunto qui questo paragrafo per spiegarti che una foto non viene “bella” solo grazie ai megapixel (cioè alla risoluzione), anzi!

Non mi perderò in tecnicismi ma cercherò di spiegare la cosa nel modo più facile possibile.

 

La profondità di bit indica quanti colori diversi posso avere in un’immagine.

 

Magari avrai visto quelle foto che sembrano formate quasi da chiazze di colore. Ecco, quelle hanno una bassa profondità di bit.

Siccome non ci sono abbastanza colori disponibili per descrivere il passaggio da un colore all’altro, si devono per forza uniformare vaste aree dell’immagine.

 

Se proprio ti interessa, il bit è semplicemente un termine che in informatica indica la più piccola unità di dati conosciuta (conta che 8 bit insieme forma 1 byte e 1 milione di byte formano un megabyte, di cui forse ricorderai la sigla MB).

 

Ora voglio solo aiutarti a capire come interpretare il numero di bit.

 

Di solito il valore che trovi nei manuali delle fotocamere o accanto ai formati file in programmi come Photoshop, ecc. indica i bit per canale.

Per chiarire, ogni puntino che raccoglie le informazioni di luce sul sensore (pixel) descrive il colore grazie alla combinazione dei 3 colori primari Rosso, Verde, Blu (RGB) che vengono chiamati appunto canali di colore.

 

Supponiamo che il tuo file supporti 8 bit per canale, in totale ne avrai 8×3 = 24 bit totali.

Il numero di colori che puoi avere nella tua immagine in questo caso è 2^24 = 16777216 (quasi 17 milioni di colori riproducibili!) che è la profondità di bit tipica di un file .jpeg.

 

Le fotocamere di livello superiore possono avere profondità di bit per canale che vanno dai 12 ai 16, il che gli consente di riprodurre miliardi di sfumature di colore.

 

Piccola parentesi: che senso ha quel “2” che ho elevato per il numero di bit totali?

Semplicemente serve a calcolare tutte le combinazioni possibili.

Il bit è una unità binaria, ciò significa che può assumere solo due valori, 0 o 1. Per calcolare tutte le combinazioni possibili quindi ho “2” valori che può assumere ogni bit che devo elevare al numero di bit disponibili, che, nel caso dell’esempio precedente sono 8 (bit per canale) x 3 (i 3 canali di colore primario che combinati mi danno il colore del pixel) = 24.

 

COSA COMPORTA UNA MAGGIORE PROFONDITA’ DI BIT?

Il nostro occhio riesce a distinguere fino a 10 milioni di sfumature diverse. Quindi, in teoria, sarebbero necessari solo file jpeg da 8 bit per canale per darci un’immagine uniforme.

 

Questo ragionamento è giusto fin quando non passi alla post-produzione.

 

Ormai avrete capito che amo il formato .raw (ci ho dedicato anche un articolo in cui spiego la differenza con il .jpeg) e proprio una profondità di bit maggiore mi consente di ottenere dei risultati migliori in post-produzione.

La fotocamera immagazzina maggiori informazioni sui colori che possono usare su Lightroom per cambiare la gamma tonale della foto senza ottenere grosse chiazze di colore uniforme.

 

Provare per credere! Basta effettuare un editing con un file .raw e poi applicare le stesse regolazioni ad un file .jpeg.

All’inizio usavo il file .raw perché l’avevo letto in varie guide sul web. Poi mi è capitato di procedere all’editing di un file .jpeg e il risultato era notevolmente inferiore!

 

CONCLUSIONE

Spero di averti chiarito un po’ la questione.

Ammetto che anche io all’inizio ero un po’ confusa!

 

Ho scritto questo articolo per fare ordine tra tutte informazioni che ho letto su wikipedia, blog e libri.

Prendilo come un piccolo promemoria!

 

Piccolo riassunto:

  • Profondità di bit significa quanti colori diversi posso essere riprodotti in un’immagine;
  • L’occhio umano vede 10 milioni di colori;
  • Un file .jpeg ha 8 bit per canale (cioè 24 totali) e riproduce circa 17 milioni di colori;
  • Se scatti in .raw e post-produci l’immagine puoi beneficiare delle alte profondità di bit della fotocamera per cambiare i colori e ottenere comunque variazioni uniformi.

E con questo è tutto.

Namasté,

Monica

 

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